Opere tridimensionali
Il corpo nello spazio. Le sculture di Stefano Bianchi Dall'Era indagano la forma umana.
La scultura per Stefano Bianchi Dall'Era rappresenta il ritorno alle antiche passioni liceali e all'esempio del nonno Romeo. Solo in età avanzata ha iniziato a scolpire, limitandosi a lavorare il legno: tiglio, pero, noce, platano, alloro.
Il soggetto ricorrente è il corpo femminile con le sue movenze. Si vogliono indagare particolari stati d'animo ed emozioni. Altre volte il corpo è solo un pretesto per "giocare" con linee, forme e volumi.
Le sue sculture nascono direttamente sul legno, senza alcuno studio preliminare, per approssimazioni successive, adeguamenti e rettifiche. La finitura – cera o tinta – viene scelta in relazione alla qualità della materia prima, ma anche per esaltare o meno la plasticità delle forme.
"Penso che se vuoi fare arte ad un certo punto devi sospendere il giudizio e farti coinvolgere nel gioco e non preoccuparti del risultato"
— Keith Haring
quella sua maglietta fina...
l'uomo si mostra completamente nudo, la donna no...
e adesso spogliati...
La qualità della materia prima è fondamentale per una buona riuscita del lavoro. Bianchi si adatta a qualsiasi tipo di legno purché sia poco nodoso, poco venato e adeguatamente stagionato.
Saracco, scalpelli e sgorbie sono gli attrezzi utilizzati. La carta vetrata, di varia grammatura, rifinisce l'opera fino al livello desiderato.
La ceratura, la laccatura o la tinteggiatura sono l'ultimo gesto sulla superficie. Definiscono il carattere finale della scultura: la cera esalta la venatura naturale, la lacca uniforma e protegge, il colore trasforma.